Introduzione
Un sito può essere bellissimo da vedere e, allo stesso tempo, impossibile da usare per chi naviga con uno screen reader o senza mouse. Non è un caso raro: succede più spesso di quanto pensi, ed è proprio il problema che i criteri WCAG provano a risolvere. Sono le linee guida tecniche che definiscono cosa rende un sito davvero accessibile. In questo articolo vedrai cosa sono, perché esistono tre livelli (A, AA, AAA) e quale dovresti puntare a raggiungere con il tuo sito.
Cosa sono i criteri WCAG
WCAG è l’acronimo di Web Content Accessibility Guidelines, cioè le linee guida per l’accessibilità dei contenuti web. Sono pubblicate dal W3C, l’organizzazione che definisce gli standard tecnici del web (lo stesso ente che si occupa, ad esempio, delle specifiche dell’HTML).
Non sono una legge, ma un documento tecnico di riferimento: spiegano come rendere un sito accessibile, non perché dovresti farlo (per quello, le normative nazionali ed europee rimandano spesso proprio ai criteri WCAG come standard tecnico da rispettare).
i criteri WCAG sono organizzati attorno a quattro principi, spesso ricordati con l’acronimo POUR:
- Percepibile: le informazioni devono essere presentabili in modi che le persone possano percepire (es. testo alternativo per le immagini, per chi usa uno screen reader, un software che legge il contenuto della pagina ad alta voce).
- Utilizzabile: l’interfaccia deve funzionare anche senza mouse, ad esempio navigando solo con la tastiera.
- Comprensibile: contenuti e funzionamento del sito devono essere chiari e prevedibili.
- Robusto: il contenuto deve funzionare bene con tecnologie diverse, comprese quelle assistive.
Perché esistono tre livelli: A, AA, AAA
Non tutti i criteri WCAG hanno lo stesso peso. Alcuni sono indispensabili, altri migliorano ulteriormente l’esperienza ma sono più complessi da implementare su larga scala. Per questo le linee guida sono divise in tre livelli di conformità, crescenti per esigenza e difficoltà.
Livello A: la base indispensabile
È il livello minimo. Senza questi requisiti, parti del sito potrebbero risultare del tutto inutilizzabili per alcune persone. Un esempio: i video devono avere un’alternativa testuale o un equivalente per chi non può sentirne l’audio.
Se un sito non rispetta nemmeno il livello A, c’è il rischio concreto che intere categorie di utenti, ad esempio chi naviga solo da tastiera, non riescano a completare azioni base come compilare un modulo.
Livello AA: lo standard di riferimento
È il livello più citato nelle normative ed è generalmente considerato l’obiettivo realistico per la maggior parte dei siti, compresi quelli pubblici e gli e-commerce. Include, ad esempio, requisiti sul contrasto del colore tra testo e sfondo, così che il testo resti leggibile anche per chi ha una vista non perfetta.
Quando senti dire “il sito deve essere conforme ai criteri WCAG”, quasi sempre si intende il livello AA. È il punto di equilibrio tra accessibilità reale e fattibilità tecnica.
Livello AAA: l’eccellenza, non sempre raggiungibile ovunque
È il livello più rigoroso. Lo stesso W3C avverte che non è realistico richiederlo per un intero sito, perché alcuni criteri (come un livello di contrasto ancora più alto, o l’assenza totale di contenuti lampeggianti) sono difficili da applicare a certi tipi di contenuto senza comprometterne altri aspetti.
Per questo, anche siti molto curati sul fronte accessibilità puntano al AA come standard generale, applicando alcuni criteri AAA solo dove ha senso (ad esempio su una pagina specifica molto importante).
Lo sapevi?
I criteri WCAG sono arrivati alla versione 2.2; esiste anche una versione 3.0 in lavorazione, pensata per essere più flessibile rispetto al sistema A/AA/AAA. Se ti serve la versione esatta in vigore per un progetto specifico, verifica sempre sul sito ufficiale del W3C, perché gli aggiornamenti sono frequenti.
I criteri WCAG e le normative: due cose diverse ma collegate
I criteri WCAG sono uno standard tecnico, non una legge. Diverse normative, europee e nazionali, fanno però riferimento a questi livelli per definire cosa significhi “sito accessibile” dal punto di vista legale. I dettagli specifici (quali soggetti sono obbligati, quali scadenze, quali livelli richiesti) cambiano nel tempo e da paese a paese: se stai valutando obblighi legali per un progetto reale, verifica sempre la normativa aggiornata invece di basarti solo su questo articolo.
Da dove iniziare se lavori con WordPress
Non serve leggere il documento WCAG da cima a fondo per iniziare a migliorare un sito. Conviene partire da poche cose concrete: contrasto dei colori, testo alternativo per le immagini, navigazione da tastiera, struttura corretta dei titoli (H1, H2, H3…). Sono tutti elementi che, su WordPress, puoi controllare e correggere con interventi mirati, anche senza essere sviluppatore.
Se vuoi prima un quadro generale di cosa significa davvero “accessibilità web” prima di entrare nei tecnicismi dei criteri WCAG, parti da Che cos’è l’accessibilità.
Conclusione
I criteri WCAG non sono un esame da superare una volta sola, ma una bussola: ti dicono dove guardare per capire se il tuo sito sta escludendo persone senza che tu te ne accorga. Il livello AA è, per la maggior parte dei siti, l’obiettivo giusto a cui puntare.
Vuoi capire concretamente come e dove iniziare a formarti su questi temi, magari dentro un percorso strutturato? Dai un’occhiata a Dove e come si impara l’accessibilità digitale.


